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L'ultimo omaggio dei Cavalieri Gerosolimitani di Malta al Vicere’ di Sicilia / A. Cutrera. Archivio storico di Malta (ASM) 8 (1936-37) 1 (28 Nov.-28 Genn.65-71)
 
L’ultimo omaggio dei Cavalieri Geroslimitani di Malta al Vicere’ di Sicilia
 
Il Gran Priore dell’ Ordine dei Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme di Malta, negli ultimi anni del Secolo XVIII, per dare maggiore lustro alla ceremonia della presentazione annuale del tribute dovuto al Vicere’ del regno di Sicilia, aveva la consuetudine di delegarvi un bali’ appartenente a famiglia patrizia palermitana. In tale modo costui arrivando in Palermo poteva prendere allogio nel palazzo avito, e da questo pomposamente muoversi in corteo per recarsi dal Vicere’.
 
Nell’ anno 1798 l’incarico di ambasciatore fu affidato al bali’ Gioacchino Requesenz, dei principi di Pantelleria, i quali avevano un sontuoso palazzo dietro la Chiesa di San Domenico. Qui il giorno 12 di gennaro 1798 si riunirono i numerosi suoi parenti ed amici, per accompagnare sui loro fastosi cocchi, alla Regia, il rappresentante del Gran Priore.
 
Il principe di Pantelleria fece offrire, ai signori che si erano riuniti nel palazzo, dei gelati e dei dolciumi. Formatosi indi il corteo, vi si pose a capo il barone di San Giovanni, Don Giuseppe Saru’, che rivestiva la carica di cancelliere dell’ ambasciatore.
 
 
 
The last homage of the Jerusalemite Knights of Malta to the Viceroy of Sicily / A. Cutrera . Archivio Storico di Malta ( ASM )  8 (1936-37 ) 1 (28 Nov. - 28Genn.65-71)
 
 
The last homage of the Jerusalemite Knights of Malta to the Viceroy of Sicily
 
The Grand Prior of the Order of the Knights of St. John of Jerusalem of Malta, in the last years of the eighteenth century, to give greater luster to the ceremony of the annual presentation of the tribute due to the Viceroys of the kingdom of Sicily, had the custom of delegating a bali' of Palermitan patrician stock. In this way the representative having arrived in Palermo, was assured lodging n his ancestral home whence from he could pompously move in procession to be received by the Viceroy.
 
In the year 1798, the incumbent of this ambassadorship was the bali' Gioacchino Requesenz, dei principi of Pantelleria, who had a sumptuous palace behind the church of San Domenico. Here on the 12th January 1798 numerous relatives and friends gathered to accompany on their fancy carriages, the representative of the Grand Prior on his way to the Royal Court.
 
The Prince of Pantelleria did offer, the lords who had gathered in the palace, ice cream and sweets. The procession having been organized, it was led by the Baron of San Giovanni, Don Giuseppe Saru', who held the office of Chancellor of the ambassador.
 
 
 
Segui’ un carozza tirata da quattro cavalli mandata appositamente dal Vicere’, preceduta dal battistrada e da Quattro soldati a cavallo, che dovevano fare da scorta d’onore.
 
Cocchiere e valletti vestiti di pompose livree della casa del Vicere’ completavano il cocchio vicereale. In questa carozza presero posto: Don Gioacchino Requesenz, che indossava la sua uniforme di bali’, e portava sul petto una grande croce di brillanti, insegna dell’ ordine che rappresentava; piu’ tre patrizi, fra cui il primo titolo del Regno. Questi magnati erano insigniti dell’ Ordine di San Gennaro.
 
Seguivano gli altri cocchi con i rispettivi padroni, in tanto numero da formare un lungo corteo. In ultimo, a piedi, andava un cameriere della casa Requesenz, in gran livrea, con in mano il falco, che l’ Ordine dei Cavalieri offriva al Vicere’. E’ superfluo aggiungere che questo personaggio era seguito da un codazzo di curiosi e di ragazzi.
 
Il corteo partendo dal palazzo del principe di Pantelleria percorse la via San Giacomo la Marina, piazza della Fonderia, per raggiungere il Cassaro, nel sito dove sorgeva la Vicaria. Al passaggio del corteo, i soldati che vi stavano a guardia, uscirono sulla via, si schierarono e presentarano le armi.
 
Arrivato il corteo al palazzo reale, il picchetto di guardia con bandiera spiegata, al rullo di tamburi, fece il saluto.
 
 
 
A carriage sent specially by the Viceroy and drawn by four horses followed the procession preceded by the herald and four soldiers on horseback, acting as the guard of honour.
 
Coachman and footmen dressed in pompous liveries of the house of the Viceroy completed the viceregal carriage. Riding in this carriage were Don Gioacchino Requesenz, dressed in his uniform as bali’ breasted with a large cross on the chest of brilliants, for the order he was representing; in addition, three patricians, amongst whom the premier-title holder of the Kingdom. These magnates were members of the Order of Saint Januarius.
 
This was followed by other carriages with their respective masters, in such numbers as to form a long procession. Finally, on foot, a valet of the House of Requesenz house, wearing grand livery, carrying the falcon which the Order of the Knights was to offer the Viceroy. It goes without saying that this character was followed by a swarm of curious onlookers and boys.
 
The procession starting from the palace of the Prince of Pantelleria, went through the St. James Marina, Foundry Square, to reach the Cassaro, the site where the Court of the Viceroy is located. As the procession passed, the soldiers who were there on guard, went out on the street, lined up and presented arms.
 
Once the procession reached the royal palace, the guards saluted with unfurled banners and drum roll. 
 
Dopo la morte del Vicere’ Francesco d’Aquino, principe di Caramanico, avvenuta sin dal 9 gennero 1795, non era stato nominato il nuovo vicere’, e percio quella carica, secondo la costituzione siciliana, era tenuta, col titolo di Principe del Regno, dall’ Arcivescovo di Palermo che in quell’ anno era Lopez y Roio personaggio poco stimato per la sua nota venalita’.
 
L’Ambasciatore preceduto dal cancelliere seguito dal nobile corteo, sali’ le scale che portavano all’ appartamento del Vicere’: ultimo a salire fu il cameriere che portava il falco.
 
Introdotto il corteo nel salone dei ricevimenti, trovo’ Arcivescovo seduto sotto il Baldacchino viceregio, avendo alla sua sinistra il Protonotaro del Regno, il Sacro Consiglio della Corona e gli altri funzionari di spada e toga , disposti secondo l’ordine di precedenza. Stavano alla destra dell’ Arcivescovo il cameriere maggiore e l’aiutante della Corte Viceregia.
 
L’Ambasciatore di Malta postosi di fronte all’ Arcivescovo fece in profondo inchino, al quale rispose l’Arcivescovo coprendosi il capo, contemporanemente fecero lo stesso gli altri ministri della corte che erano pure Grandi di Spagna.
 
Adempiuta questa rituale funzione, l’Ambasciatore disse la sua allocuzione, in merito alla presentazione del falcone che l’Ordine dei Cavalieri di Malta doveva fare ogni anno a titolo di tributo al rappresentante del Re di Sicilia, sedente in Palermo. Terminata la sua allocuzione l’Ambasciatore prese il falco dalle mani del suo cameriere, e lo consegno’ al Cameriere Maggiore dell corte viceregia.
After the death of the Viceroy Francesco d'Aquino, Prince of Caramanico, which occurred since on the 9th January 1795 a new viceroy had still not been appointed and therefore this office was, according to the Sicilian constitution, held together with the title of Prince of the Kingdom, by the Archbishop of Palermo and in that year was Lopez y Roio a person renowned for his venality.
 
The Ambassador preceded by the Registrar and followed by the noble procession, climbed the stairs leading to the Viceroy’s apartment: the last to go up was the valet carrying the falcon.
 
The procession was welcomed into the reception room, where the Archbishop was seated under the Viceregal canopy, having on his left the Chief Notary of the Kingdom, the Sacred Council of the Crown and other officers of the sword and gown, arranged in order of precedence. On the Archbishop’s right the Cameriere maggiore and the assistant to the Viceregal Court.
 
The Ambassador of Malta placing himself in front of the Archbishop took a deep bow, upon which the Archbishop covered his head, as also did the other ministers of the court who were also Grandees of Spain.
 
Fulfilled this perfunctionary ritual, the Ambassador made his speech, on the matter of presenting the falcon that the Order of the Knights of Malta had to do every year as a tribute to the representative of the King of Sicily, seated in Palermo. After his speech the Ambassador took the falcon from the hands of his valet, and handed him over to the Cameriere maggiore of the Viceregal court.
 
L’Arcivescovo allora si scopri’ il capo, imitato dai suoi Ministri e Sacro Consiglio e a nome del Re di Sicilia, Ferdinando III di Borbone, rispose accogliendo l’omaggio dei Cavalieri di Malta.
 
In fine l’Ambasciatore ringrazio’ l’Arcivescovo con gentile parole, e si licenzio’ con tutto il corteo che l’accompagnava.
 
Era uso dei Vicere’, lo stesso giorno nel quale era stato presentato il tributo, d’invitare a pranzo l’Ambasciatore ed i commandanti e gli ufficiali delle galere dell’ Ordine di Malta, venuti per quell’ occasione.
 
Ma in quell’ anno il cronista tace su questa parte; cio’ fa ritenere che l’Arcivescovo volle risparmiare la spesa del pranzo ufficiale.
 
Invece la cronaca del tempo dice che ricorrendo il quel giorno, 12 gennaro, il quarantasettesimo compleanno del Re Ferdinando, l’Arcivescovo fece cappella reale nel Duomo, cioe’ celebro’ il Te Deum, con l’intervento del Senato e delle altre autorita’, e assistette alla parata nel Piano del Palazzo Reale, cioe’ allo schieramento ed alla rivista della guarnigione, con salve a fuoco e sparo delle artiglierie del Castellamare e delle batterie della Lanterna del Molo e della Garita, non che dei baluardi di terra della citta’.
 
L’Arcivescovo invece non tenne il baciamano, funzione alla quale dovevano adempiere i nobili, il Senato e i funzionari del Regno.
 
 
The Archbishop then uncovered his head, this was also done by his ministers and Sacred Council, and in the name f the King of Sicily, Ferdinand III of Bourbon, he replied accepting the homage of the Knights of Malta. 
 
Finally, the Ambassador thanked the Archbishop with kind words, and made his leave together with all the accompanying procession.
 
It was customary for the Viceroys that on the same day in which he was presented the tribute, to invite to dinner the Ambassador and the commanders and officers of the galleys of the Order of Malta who would have visited for that purpose. 
 
But in that year, the chronicler is silent on this matter; this suggests the Archbishop wanted to save the expense of the official lunch.
 
Instead the chronicle of the time records that day, 12th January as  being the forty-seventh birthday of King Ferdinand, and the Archbishop gave a cappella reale in the Cathedral, that is to say he celebrated the Te Deum, with the participation of the Senate and other authorities, and watched the parade in the Piano del Palazzo Reale, that is the deployment and the inspection of the guard, with fire and gun salute of the artillery of Castellammare, of the batteries of the Lighthouse Wharf, of Garita, not least of the bastions of the city. 
 
The Archbishop however did not require the baciamano, a duty burdening the nobles, the Senate and the officers of the Kingdom. 
 
 
 
Pero’ si limito’ a tenere galleria, cioe’ trattenimento musicale, con ballo di dame e cavalieri, nella grande galleria (salone) del palazzo reale. A quella festa intervennero l’Ambasciatore dell’ Ordine dei Cavalieri ed i comandanti delle galere di Malta.
 
L’Ambasciatore, come era d’uso, ogni volta che presentava il tributo feudale del falcone, faceva una regalia di onze quattro al Cameriere Maggiore del Vicere’, ed un altra regalia di onze nove al personale di servizio della Corte del Vicere’ di Sicilia.
 
I comandanti delle galere di Malta, avevano l’uso di tenere delle feste di ballo sulle lore navi; ma per l’anno 1798 il diarista tace su questo particolare.
 
La prima investitura del feudo delle isole di Malta all’ Ordine dei Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme, avvense il giorno 29 maggio del 1530, in persona del bali’ Giovanni Bonifacio, girando fedelta’ al re di Sicilia, a mezzo del vicere’ Don Ettore Pignatelli, conte di Monteleone.
 
Per l’ascesa al trono di Sicilia di un nuovo monarca, l’Ordine dei Cavalieri doveva inviare al Vicere’ di Sicilia il generale delle galere, come ambasciatore straordinario, per ricevere la conferma dell’ investitura del feudo delle isole di Malta dal nuovo sovrano e prestare giuramento di fedelta’.
 
L’ultima investitura era stata concessa nel 1760, sotto il Governo del Gran Maestro Emanuele Pinto, per l’ascesa al trono di Ferdinando III di Borbone.
 
 
 
Instead he limited himself to keeping galleria, that is musical entertainment, with dancing for ladies and knights, in the great gallery (the salon) of the royal palace. That reception was attended by the Ambassador of the Order of the Knights and the commanders of the galleys of Malta.
 
The ambassador, as was the custom, whenever he presented the feudal tribute of the falcon, gave a gratuity of four Onze to the Cameriere maggiore of the Viceregal court, and another gratuity of nine Onze to the staff of the Court of the Viceroy of Sicily.
 
The commanders of the galleys of Malta, had the custom of throwing dance parties on their ships; but for the year 1798, the diarist is silent on this detail.
 
The first investiture of the fief of the islands of Malta to the Order of the Knights of St. John of Jerusalem, took place on the 29th May 1530, in the person of the Bali’ Giovanni Bonifacio, who swore loyalty to the King of Sicily, through the viceroy Don Ettore Pignatelli, Count of Monteleone.
 
Whenever a new monarch ascended to the throne of Sicily, the Order of the Knights was obliged to send to the Viceroy of Sicily, the general of the galleys, as Ambassador Extraordinary, to receive confirmation from the new ruler of the investiture of the fief of the islands of Malta and take an oath of loyalty.
 
The last investiture was granted in 1760, during the Government of the Grand Master Emmanuel Pinto, when Ferdinand III of Bourbon ascended the throne.
In occasione della presa del possesso di un nuovo Vicere’ di Sicilia, l’Ordine dei Cavalieri doveva officiarlo  a mezzo di un ambasciatore e di una rappresentanza delle galere di Malta.
 
Questa officiatura era accompagnata da un regalo personale, che l’Ordine inviava.
 
Si ricorda che nel 1782 all’ arrivo in Palermo del Vicere’ Domenico Caracciolo, il Grand Maestro gli fece omaggio di un ricco dono, costituito da un magnifico servizio da caffé, d’oro e porcellana dalla Cina, del valore di mille onze.
 
L’unica investitura fatta personalmente da un Re di Sicilia all’Ordine dei Cavalieri di Malta, fu quella eseguita dal re Vittorio Amedeo II di Savoia, a Palermo nel 1713.
 
L’Ordine era rappresentato dal Generale delle galere di Malta, il Genovese marchese Spinola, il quale rispondendo all’ allocuzione del Re, che aveva chiamato l’Ordine dei Cavalieri suo vassallo, fece osservare come avrebbe dovuto chiamarlo suo tributario.
 
Il Re sorrise all’ osservazione sottile dello Spinola, e sottovoce gli disse: “Voi siete un gran birbante”. Poi Vittorio Amedeo stando a conversazione con lo Spinola gli disse, per stuzzicarlo, che voleva dar ordine di fermare con la forza, nel porto di Palermo, per suo servizio, le galere di Malta, facendo puntare contemporaneamente i cannoni delle fortezze sulle galere stesse per impedire un rifiuto.
 
 
 
On the occasion of taking possession of a new Viceroy of Sicily, the Order of the Knights had was dutibound to attend by means of an ambassador and a representative of the galleys of Malta.
 
This attendance was accompanied by a personal gift, sent by the Order.
 
It is recorded that in 1782 upon the arrival in Palermo of the Viceroy Domenico Caracciolo , the Grand Master paid homage by giving a rich gift, consisting of a magnificent coffee service, gold and porcelain from China,having a value of one thousand Onze.
 
The only investiture made personally by a king of Sicily to the Order of the Knights of Malta , was the one made by King Vittorio Amedeo II of Savoy , in Palermo in 1713.
 
The Order was represented by the General of the galleys of Malta, the Genovese marquis Spinola , who responding to the King’s speech, which referred to the Order of the Knights as his vassal, he remarked it should have been referred to as his tributary.
 
The King smiled at Spinola’s subtle observation, and quietly told him, "You are a great scoundrel". Then Vittorio Amedeo whilst in conversation with Spinola said , to tease him , that he wanted to give orders to stop by force , in the port of Palermo , for its service , the galleys of Malta , by pointing at the same time the guns of the forts on the galleys themselves to allay any disobedience.
 
 
 
Lo Spinola gli rispose: “La M.V. colli suoi ordini puo’ inceppare me e tutta la squadra, ma il petto dei miei cavalieri non temerebbe il fuoco dei vostri bronzi.”
 
Il Vicere’ di Sicilia teneva a Valletta un suo ministro, come rappresentante del Regno di Sicilia, chiamati dai Maltesi: “L’uomo del Re”.
 
Fra le mansioni di questo rappresentante era quella di segnalare al Gran Maestro la presenza nell’ isola di Malta di facinorosi siciliani, cioe’ di persone siciliane responsabili di delitti, che cola’ si fossero rifugiate.
 
Il Gran Maestro aveva l’obbligo, in tali casi, di mettere a’ “bando” tali persone. Se nelle isole di Malta si fossero rifugiati siciliani responsabili di delitti di “lesa Maesta’” cioe’ di delitti politici, allora “L’uomo del Re” ne doveva reclamare l’arresto e l’estradizione, poiche’ le isole di Malta erano considerate sempre come facenti parte del territorio del Regno di sicilia.
 
A sua volta il Gran Maestro dell’ Ordine dei Cavalieri di Malta teneva in Palermo il suo rappresentante, che veniva chiamato “Ricevitore”. Ancora non si’ a’ un ruolo complete e preciso dei “Ricevitori”. Il marchese di Villabianca, Emanuele Gaetani, in uno dei suoi opuscoli manoscritti, che si conservano e che porta il titolo “Elenco dei Ricevitori dell’ Ordine di San Giovanni di Gerusalemme di Malta, presso la capitale del Regno di sicilia”, tento’ di compilare tale elenco.
 
 
 
 
Spinola replied: " Y.M. with His orders can have me and the whole team arrested, but the chest of my knights not fear the fire of your bronzes."
 
The Viceroy of Sicily maintained in Valletta one of his ministers, as the representative of the Kingdom of Sicily, called by the Maltese: "The King's Man".
 
Among the tasks of this representative was to report to the Grand Master presence in the island of Malta of any Sicilian miscreants, that is to say Sicilian people who may have absconded for crimes.
 
The Grand Master was obliged in such cases, to order the arrest of these people. If in the Maltese islands were Sicilian refugees responsible for crimes of treason that is of political crimes, then "The King's Man " had to demand the arrest and extradition, since' the islands of Malta were always considered as part of the territory of the Kingdom of Sicily.
 
On his part, the Grand Master of the Order of the Knights of Malta held in Palermo his representative, who was called "the receiver". We still do not have a complete and precise roll of "receivers" . The Marquis of Villabianca, Emanuele Gaetani, in one of his preserved, hand written brochures, and which carries the title "List of Receivers of the Order of St. John of Jerusalem of Malta , in the capital of the Kingdom of Sicily" , attempted to compile such a list.
 
 
 
Pero’ questo lavoro e’ disordinato, quanto mai confuso e monco, e non si riesce, se non a fatica, a ricavarne qualche notizia. Lo abbiamo riordinato e reso comprensibile. Ci riserviamo di fare nuove e piu’ estese ricerche su questo argomento.
 
RUOLO DEI RICEVITORI DELL’ ORDINE DEI CAVALIERI DI MALTA A PALERMO
 
1o – Biundo Galletti, nominato Ricevitore dell’ Ordine dei Cavalier nel 1536.-
 
2o – Egigio Andrada, nominato Ricevitore dell’ Ordine dei Cavalieri nel 1579. Mori’ in Palermo, e venne sepolto nella chiesa di San Giovanni di Malta, alla Guilla.
 
3o – Niccolo’ Antonio d’Afflitto, da Palermo, nominato Ricevitore dell’ Ordine dei Cavalieri nel 1602.
 
4o – Carlo Valdina dei Marchesi della Rossa, da Messina, bali’ del Ordine dei Cavalieri, nominato Ricevitore nel 1622.
 
5o – Pietro De’ Medici da Firenza, bali’ dell’ Ordine dei Cavlieri. Ricevitore nel 1642. Mori’ nel 1645 e fu sepolito nella chiesa di San Giovanni alla Guilla.
 
6o – Simone Rondinella da Firenze. Ricevitore dell’ Ordine dei Cavalieri nel 1655.
 
7o – Ottavio Valguarnera da Palermo, gia’ capitano delle galere dell’ Ordine dei Cavalieri, fu nominato Ricevitore nel 1661.
 
 
But this work is disorganized as well as confusing and incomplete, and it is not possible, unless with much effort to obtain some information. We tidied up the information and made it understandable. We reserve the right to make new and more extensive research on this subject.
 
ROLL OF RECEIVERS OF THE ORDER OF THE KNIGHTS OF MALTA IN PALERMO
 
1 - Biundo Galletti, appointed receiver of the 'Order of Knight in 1536.-
 
2nd - Egigio Andrada, who was appointed receiver of the 'Order of the Knights in 1579. He died in Palermo, and was buried in the church of St. John of Malta, in Guilla.
 
3rd - Niccolo 'Antonio d'Afflitto, from Palermo, appointed receiver of the Order of the Knights in 1602.
 
4th - Carlo Valdina dei Marchesi della Rossa, from Messina, bali' of the Order of the Knights, appointed receiver in 1622.
 
5th - Pietro De 'Medici by Firenza, bali' of the Order of the Knights. Receiver in 1642. Died in 1645 and was buried in the church of St. John in Guilla.
 
6th - Simone Rondinella from Florence. Receiver of the Order of the Knights in 1655.
 
7th - Ottavio Valguarnera Palermo, formerly captain of the galleys of the Order of the Knights, was appointed receiver in 1661.
 
8o – Carlo Reggio, dei principi di Campofiorito, da Palermo; fu nominato Ricevitore dell’ Ordine nel 1669.
 
9o – Raimondo Moncada da Messina, fu nominato ricevitore nel 1734. Mori’ in Palermo il 5 marzo 1734.
 
10o – Giuseppe d’Andrea da Caltagirone, conte di Perticano. Ricevitore dell’ Ordine dei Cavalieri nel 1734. Mori’ a Valletta l’8 Febbraro 1770.
 
11o – Ignazio Trojano Castelli dei Marchesi della Motta d’Affermo, bali’ dell’ Ordine dei Cavalieri, Ricevitore fino al 1763.
 
12o – Francesco Paterno’ Castello dei Duchi di Carcaci, da Catania, Ricevitore del’ Ordine dei Cavalieri dal 1763 al 1778. Mori’ a Catania.
 
13o – Giovanni Reuesenz da Palermo, dei principi di Pantelleria, bali’, Ricevitore al 1 maggio 1798, nel qual anno l’Ordine venne espulso da Malta in seguito ad ordine di Napoleone.
 
 
Palermo, 18 settembre 1936 (XIV)
 
 
ANTONINO CUTRERA
 
 
8th - Carlo Reggio , dei principi di Campofiorito, from Palermo ; He was appointed receiver of the ' Order in 1669.
 
9th - Raimondo Moncada from Messina , was appointed receiver in 1734. He died in Palermo 5 March 1734.
 
10th - Giuseppe d’Andrea from Caltagirone, Count of Perticano. Receiver of the Order of the Knights in 1734. He died in Valletta on 8 February 1770 .
 
11th – Ignazio Trojano Castelli dei Marchesi della Motta d'Affermo, bali' of the Order of the Knights , receiver until 1763 .
 
12th - Francesco Paterno' Castello, dei Duchi di Carcaci , from Catania , Receiver of the ' Order of the Knights from 1763 to 1778. He died in Catania.
 
13th – Giovanni Reuesenz from Palermo, dei principi di Pantelleria, bali', Receiver 1 May 1798, in which year the Order was expelled from Malta following an order by Napoleon.
 
 
Palermo, 18 September, 1936(XIV)
 
 
ANTONINO CUTRERA